GEA Associazione Naturalistica - Guide Escursionistiche Appenniniche - via Vega 59 - Rimini - tel 339 3488596
Escursioni guidate in appennino, trekking a contatto con la natura, la storia e le tradizioni locali
 
> SENTIERO DEGLI DEI 
dal 27 dicembre 08 al 3 genn
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>LE STAGIONI DELLA VITA
In autunno la terra comincia a chiudersi e a sme
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> ATTENTI AL LUPO!
Majella 20 luglio 2008
Al ritorno dall'escursion
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> SULLA FELICITA'
l'attimo fuggente e la stabilità del bene.
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> INTO THE WILD
regia di Sean Penn
Into the wild è la libera
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> T. TERZANI E L'ORSIGNA
Tiziano Terzani  (Firenze, 14 settembre 19
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> DINO CAMPANA (1885/1932)
Il poeta Dino Campana nasce a Marradi co
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>LE STAGIONI DELLA VITA
In autunno la terra comincia a chiudersi e a smettere di ricevere impulsi dall’esterno. Dopo la grande apertura estiva, dove ha accolto luce e colore vitale, ha finito il suo ciclo ed i frutti, nati grazie a questo processo, sono maturi. Così succede alla terra e così succede a noi che viviamo della stessa energia vitale. Anche la nostra anima segue il ritmo delle stagioni: in primavera ed in estate ci apriamo verso il mondo, in autunno e in inverno ci ritiriamo in noi stessi. Che cosa ha sperimentato la nostra anima? Che cosa ha assimilato e condensato in nuove conoscenze? Che cosa resta come quintessenza e frutto finale? La natura si rinnova tutti gli anni: è uno stimolo anche per noi a rigenerarci, non solo fisicamente ma anche interiormente, eliminando vecchi preconcetti, astenendoci dai consueti pregiudizi e lasciando perdere le solite aspettative. Più ci riusciamo, più rimarremo giovani a lungo. Andiamo avanti gradino per gradino, anno per anno. Ogni fase della vita (infanzia e giovinezza, maturità, terza età e vecchiaia) fiorisce e languisce, ha il suo ciclo di evoluzione e ci porta a nuovi spazi. Nessuna età ha più valore dell’altra, ognuna ha le sue peculiarità, le sue esigenze e i suoi doveri, le sue possibilità, le sue debolezze e i suoi pericoli. Ogni passaggio ci chiede coraggio, disponibilità a cambiare e ad imparare nuove cose.


La primavera
I buoni frutti maturi racchiudono i semi: la fine di una fase e l’inizio della successiva si toccano, separati solo da una pausa si riposo. Ogni pianta ha il suo sviluppo, dal seme fino alla fruttificazione. Se il seme è sano e germina in un terreno fecondo con le giuste condizioni climatiche e con le cure necessarie, darà un buon raccolto. Similmente l’anima dei giovani, che si sta svegliando, ha bisogno di protezione e di cura, come un tenero germoglio primaverile. È importante che possa svilupparsi in un caldo clima familiare e che vengano dati nutrimento e spazio per crescere nella giusta misura. Ciascuno di noi ha la propria storia e i propri piccoli o grandi traumi infantili. Le amarezze e le crisi si possono superare meglio se qualcuno ci dà la sua compressione e ci sa consolare nel momento giusto. Chi ha avuto un’infanzia dolorosa e l’ha superata, può trarre dalla propria esperienza l’impulso per dare ai suoi figli un’infanzia serena. Chi ha sofferto sotto dure forme educative e gravi errori disciplinari vorrà certo evitarli quando sarà adulto. È fondamentale la responsabilità dei genitori, dei maestri e dei professori, se sanno scoprire le predisposizioni e le doti innate da incoraggiare, quali semi mettere a germinare nella prima età che è la primavera, stagione nella quale favorire i sogni e gli ideali  e in cui non dovrebbe mancare l’amore e l’educazione alla responsabilità.


L’estate
La maturazione dell’anima e dello spirito nella seconda età, dai venti ai sessant’anni circa (estate), viene plasmata dalle crisi, dalle prove e dalle sfide superate e dal senso di responsabilità che si assume verso se stessi, verso la famiglia,nella professione, nei rapporti sociali. Questo è il tempo della grande apertura verso il mondo esterno per la formazione della propria personalità. La nostra resistenza alle avversità e la nostra forza di sopportazione dipendono dai valori che abbiamo a dal nostro atteggiamento interiore verso il mondo. Ciò che conta in verità non è la carriera, non è il successo esteriore, ma il cammino interiore, come scrive Hermann Hesse ne “Le stagioni della vita”: Dio ti chiederà: “sei davvero stato e diventato quello per cui hai ricevuto talento e predisposizione?” e dato che mai un essere umano si ricorderà della sua vita e dei suoi errori senza vergogna o sgomento, potrà tutt’al più dire: “no, non lo sono diventato, ma per lo meno vi ho provato con tutte le mie forze”. E se lo può dire con sincerità, allora verrà giustificato e avrà superato la prova. …Nei momenti di maggiore lucidità interiore, avveriamo di continuo che non esiste via per uscire da noi ed entrare in qualcos’altro, che dobbiamo attraversare la vita con le nostre doti e carenze del tutto personali, e allora succede a volte che progrediamo un pochino, ci riesce qualcosa che in precedenza non sapevamo fare e per un attimo approviamo noi stessi senza dubbi e incertezze, e possiamo essere contenti di noi. A lungo andare naturalmente questa condizione non persiste, tuttavia nel profondo del nostro animo non aspiriamo ad altro che a sentirci crescere e maturare secondo natura. Solo allora si è in armonia con il mondo.”


L’autunno
Nella terza età (autunno), che comincia a circa sessant’anni, si va in pensione. Può essere il momento da tanto aspettato e desiderato, sia perché il lavoro, un malessere o una malattia ci hanno condotto all’esaurimento delle forze, oppure perché molti desideri inappagati ora vorrebbero e potrebbero essere soddisfatti. Chi incomincia per tempo a pensare ai nuovi spazi e alle nuove possibilità che si dischiuderanno dopo il pensionamento e al modo di utilizzarli creativamente, non rischia di precipitare in una depressione. Il senso di vuoto interiore forma sempre un terreno dove attecchiscono disturbi fisici e psichici d0ogni tipo. Si dovrebbero prevenirli al più presto chiedendosi: come posso dare un nuovo senso e un diverso significato alla mia vita? La vita non ha senso si pensa solo all’attività professionale, all’importanza del lavoro che si svolge, al denaro che si guadagna… Il significato si attua nella misura in cui realizziamo dei valori. Viktor Frankl distingue tre categorie principali: i valori di creazione, ovvero quello che noi diamo, doniamo, come ci mettiamo a disposizione degli altri,come rispondiamo alle esigenze e ai compiti che la vita ci propone; i valori di esperienza: quello che prendiamo dal mondo in incontri personali ed esperienze di vario genere, l’amore che diamo e che riceviamo; i valori di atteggiamento di fronte al proprio destino ovvero “come” sopportiamo una sofferenza, una malattia inevitabile: “Questo è il motivo per cui la vita non cessa mai di avere un significato. La persona privata dell’opportunità di trovare un significato in un’opera, in un lavoro o nell’amore, è ancora sollecitata da un significato da compiere, il significato cioè inerente al giusto e dignitoso atteggiamento da prendere di fronte alla sofferenza. È l’atteggiamento che consente di trasformare una situazione di dolore in un successo, trionfo ed eroismo”. Conviene ogni tanto guardare a ritroso alle tappe della nostra esistenza, magari in colloquio. Sarà una specie di revisione dei conti ed è certamente un aiuto per comprendere meglio il passo, quali sono i frutti e chi siamo noi! Viktor Frankl paragona il tempo trascorso (il passato) ad un granaio che conserva tutto, il raccolto come attività nel presente e il campo di grano come offerta del futuro: “Di solito l’uomo vede solo il campo di stoppie della transitorietà e trascura i pieni granai del passato. Nel passato nulla è irrevocabilmente preservata e salvata, solidamente custodita e depositata. …Ciò accresce la responsabilità dell’uomo. Poiché di fronte alla transitorietà della sua vita, egli si sente responsabile a sfruttare le fuggevoli opportunità per realizzare le potenzialità, per realizzare i valori, siano essi di creazione, di esperienza o di atteggiamento. In altri termini, l’uomo è responsabile di ciò che deve fare, di chi amare, di come soffrire”.


L’inverno
Molti di noi dimenticano tutte le buone e importanti azioni che hanno compiuto, tutto ciò che ha avuto un significato nella loro vita. Non ce ne rendiamo spesso conto,ma valgono molto i nostri gesti d’amore e di dedizione, le nostre rinunce personali a favore di mete superiori, i dolori sopportati con coraggio. Certo c’è anche immondizia nella nostra dispensa: le colpe commesse, i fallimenti e le omissioni. Tutto ciò è avvenuto e non si può cancellare, ma la cernita oculata ci può far recuperare qualche granello prezioso. Riflettendo sulla vita trascorsa finora, comprendiamo la sua grandiosa struttura: i piccoli dettagli insignificanti scompaiono. Le difficoltà, i dolori e i bisogni del passato assumono un nuovo valore e ci appaiono sotto una nuova luce, perdendo così parte della loro pesantezza. Invecchiare è come salire su una montagna. Più si sale e più ci si sente esausti, più s’allarga il nostro orizzonte e più riusciamo a vedere lontano. Dunque nella quarta età (inverno), dopo gli ottant’anni, il nostro mondo materiale diventa sempre più ristretto, ma al tempo stesso noi acquistiamo spazio in una nuova dimensione, quella spirituale, che ci accoglie a braccia aperte. Chi vede solo il bruco o la crisalide non può neppure immaginare che da questa uscirà una farfalla. Solo chi ha conoscenza profonda delle fasi di sviluppo dei bruchi e delle crisalidi, può comprendere davvero che cosa è una farfalla. Anche noi quindi possiamo abbracciare con lo sguardo la vera essenza umana nella sua completezza, solo quando riusciamo a capire le diverse fasi che si susseguano come un’evoluzione dalla nascita fino alla morte e ancora di più fino alla rinascita dello spirito. Ognuno di noi sta scrivendo pagine indimenticabili e incancellabili dei quel libro unico e originale che è la nostra vita personale, che porterà la nostra impronta, la nostra firma, e che nulla e nessuno al mondo potrà contestare né distruggere.